Maria, Regina del cielo e della terra, è stata Assunta in cielo in "Corpo e Spirito"!

Fuscaldo, Mercoledì 15 Agosto 2018 - 09:14 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

Assunzione di Maria, 15 agosto 2018

Benedetta dal Frutto del Tuo grembo e Beata perchè hai creduto

Lo Spirito Santo, che ‘ricolma’ Elisabetta, le fa esclamare e proclamare ‘a gran voce’ il ‘mistero’ del concepimento del ‘suo Signore’ in Maria, donna ‘benedetta’ per il ‘Frutto benedetto’ che porta nel suo grembo e anche ‘beata’, perché ‘ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore’. Chiamati, anche noi, sul suo esempio, a lasciarci benedire e rendere beati dal Frutto Benedetto che il suo grembo ci ha partorito, Gesù Cristo, Figlio di Dio, Parola Vivente e Signore e Salvatore della Umanità. Contemplando il mistero della Sua Assunzione al cielo, possiamo, anche noi, ‘sussultare’ di Fede, Speranza e Carità nel grembo agitato della storia e nel faticoso travaglio e dolorose doglie del parto di una nuova vita in quel Figlio, partorito da ‘una Donna vestita di sole’, la Benedetta fra tutte le donne, che tutte le generazioni la chiameranno Beata, perché ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto. 

La Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria sintetizza e unifica tutte le Feste mariane ed è il punto di arrivo di un cammino di fede e di docilità alla Volontà di Dio e al Suo Disegno di Salvezza Universale. Il mistero dell’Assunzione, che celebriamo nella gioia della comunione, è il sigillo di Dio sopra di Lei che, con massima disponibilità, ha accolto la più eccezionale e straordinaria delle vocazioni.

Nella Sua Assunzione al cielo, noi contempliamo la pienezza e la certezza della Salvezza e viviamo questa Speranza come Speranza in Lei, completamente, già realizzata. Maria di Nazareth è, così come Dio l’ha pensata e voluta, aperta e disponibile al Suo Progetto e collaboratrice fedele al Suo Piano della Salvezza: così, la Chiesa è invitata a contemplare e imitare Colei che, oggi, assunta in cielo, è associata alla Risurrezione del Figlio! Nel canto del Magnificat, Maria non esalta Se stessa, ma canta il Signore che, nella Sua misericordia, ha voluto guardare l’umiltà della Sua Serva! La Sua l’umiltà, infatti, il Suo nascondimento dietro a Gesù, il silenzio di Lei nei Vangeli, contrastano, davvero, con l’immagine che ci siamo fatti di Lei e della sua missione di Madre di Gesù e Madre nostra, attraverso le tante ‘apparizioni’, ‘messaggi’ programmati, e le svariate nostre vuote devozioni e riti rimbombanti, ma vani e infondati. Maria, nel segno della Sua Assunzione al cielo, anticipa, nel mistero e nella sicura speranza, il nostro incontro definitivo con il Signore e la pienezza di vita in Dio (Vangelo).

Ella, la Donna vestita di sole, è l’Arca della Nuova Alleanza, che accoglie e partorisce il Figlio che vincerà il drago, con forza e potenza, schiacciandogli il capo (prima Lettura). La lotta tra il drago rosso e la Donna che ‘stava per partorire’, descrive il tentativo, da parte delle forze del male, presenti nella storia, di impedire alla Madre Chiesa di ‘generare’ il Cristo al mondo, parto che non potrà avvenire se non attraverso le ‘doglie’ e i ‘travagli’ della nostra storia.

Maria, nel mistero della Sua Assunzione, infine, rende visibile e conferma la promessa pasquale, fondamento della Fede cristiana: la Risurrezione del Figlio, Cristo Risorto, ‘primizia’ di tutti noi, chiamati e predestinati a risorgere in/per/Lui (seconda Lettura). Magnificat! Qui la persona gioisce e viene esaltata perché salvata. Tema fondamentale del ‘Magnificat’ è la salvezza accolta e che in Dio ha la sua causa, la sua origine e la sua efficacia. La salvezza è cantata nella sua origine (Dio, l’Onnipotente) e nei suoi destinatari (Maria e il popolo).

È il ribaltamento che Dio opera nella Storia; si tratta di porre ordine in ciò che gli uomini hanno scompaginatocon il peccato. Salvezza ‘cantata’ dagli ‘anawìm’, i ‘poveri e gli umili di spirito’ che ripongono in Dio tutta la loro vita e la loro fiducia, preparando spazio e cuore all’agire di Dio. Gioia e gratitudine in questo canto d’amore, sempre nuovo, anche se con parole antiche, canto di salvezza che riconosce Dio grande ma che anche fa grande chi lo vive e, perciò, lo canta! ‘Oggi, la Vergine Maria, Madre di Cristo, Figlio di Dio e nostro Signore’, Madre nostra, della Chiesa e dell’intera Umanità, ‘è stata assunta nella gloria del cielo. In Lei, primizia e immagine della Chiesa, Dio ha rivelato il compimento del mistero di salvezza e ha fatto risplendere per il Suo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza’ (Prefazio proprio).

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