Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

Fuscaldo, Sabato 04 Agosto 2018 - 08:48 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

18a Domenica Ordinaria, 05 agosto 2018

Gesù, Pane dal cielo, dà la vita agli uomini; Gesù Cristo, Figlio di Dio e nostro Salvatore, è Colui che si fa cibo per nutrire la nostra anima e saziare la nostra fame di amore e di verità. Noi dobbiamo solo andare da Lui per ‘non avere più fame’ e dobbiamo crederGli per ‘non avere più sete, mai’. Credere è non fermarsi all’esteriorità del segno, ma coglierne la natura profonda e lasciarsi ammaestrare, dissetare e sfamare da Gesù, il vero Cibo di vita eterna che il Padre ci ha dato e ci dona.

La folla, che ‘vide che Gesù non era più là’, prende le barche e va verso Cafarnao, alla ricerca di Lui che finalmente trova al di là del mare e Gli pone subito una prima domanda: ‘Rabbì, quando sei venuto qua?’ (vv 24-25). Gesù, risponde e smaschera la vera intenzione che li muove a venire da Lui: Mi cercate perché volete ancora pane, il cibo che ho moltiplicato, come segno per farvi comprendere altro e farvi andare oltre! Dovete, infatti, cercare il cibo che dura e rimane per la vita eterna e che solo ‘il Figlio dell’Uomo’, sul Quale ‘il Padre, Dio, ha messo il Suo sigillo’, può donarvi (vv 26-27). Gli replicano: ‘che cosa dobbiamo fare, allora, per ‘compiere le opere di Dio’? Dovete andare e credere in Colui che Egli ha mandato, dovete fidarvi di Lui, ascoltare e obbedire la Sua Parola, seguirLo e imitare il Suo essere e il Suo agire (vv 28-29). 

Alla risposta di Gesù, muovono un’altra domanda-pretesa: quale segno ci fai ‘vedere’, sull’esempio di Mosè, che diede nel deserto la manna da mangiare e quale opera compi perche ti possiamo ‘credere’? Gesù risponde e precisa: È stato il Padre Mio, non Mosè, a dare la manna, ‘un pane dal cielo’, ai vostri padri ed ora, Egli vuole darvi quello vero: ‘Colui che discende dal cielo per dare la vita al mondo’ (vv 30-33). ‘Allora Gli dissero, ‘Signore, dacci sempre questo pane’ (v 34). Che ‘tipo’ di pane cercavano, lo sapeva Gesù e lo sappiamo anche noi, ora! È il cibo che perisce e che non toglie la fame, che sempre rinasce, mentre Gesù parla di Sé, Pane vivo che il Padre Suo ci dona per saziare la nostra fame per sempre: ‘Io sono il Pane della vita; chi viene a Me non avrà fame e chi crede in Me non avrà sete, mai’ (vv 34-35). 

Io, Tu, Noi, perché ‘cerchiamo’ Gesù? Ma, noi, andiamo e crediamo davvero Gesù, Via, Verità e il Pane vivo che dona la vera vita? Allora, è fondamentale interrogarsi sinceramente sul perché io cerco Gesù. Anche gli Ebrei (prima Lettura) nel deserto, a modo loro, protestando, cercano Dio, ma lo cercano per una pura necessità materiale: hanno bisogno di cibo e mormorano e lo pretendono! Anche le folle, nel Vangelo, cercano Gesù, ma, in fondo, non vanno più in là della ricerca materiale di pane e di segni che non vogliono però comprendere fino in fondo!Oggi, come allora, la ricerca di Dio è motivata, spesso, da uno stato di bisogno e di vulnerabilità. Non è certamente una ricerca limpida, ma una ricerca interessata e riduttiva, perché al centro non è Dio e la Sua infinita misericordia, ma, resta solo il mio io raggomitolato e soffocato dai suoi bisogni e schiavitù materiali e fisici, aimè! Cerchiamo pane non Chi ci dona il pane! Crediamo il nostro ‘io’, non il nostro Dio, Padre e Datore del Pane di vita che dona vita, il Figlio amato, per noi sacrificato e immolato.

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Nella Domenica del Signore, Nostra Pasqua settimanale, Memoria Liturgica S. Francesco da Paola

A CHI AMA DIO TUTTO È POSSIBILE

La nostra Devozione al Santo della CARITÀ, sarà vera e autentica, solo se diventa Imitazione di Lui,

che ha IMITATO Cristo Crocefisso per amore nostro.

Cammino Spirituale del NOVENARIO: La CARITÀ!La CARITÀ è paziente, è benigna la carità;

la CARITÀ non invidia,non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto,non cerca il proprio interesse, non si adira,

non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.

Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

La CARITÀ non avrà mai fine (1Cor 13, 4-8). Al di sopra di tutto,vi sia la CARITÀ, che è il vincolo della PERFEZIONE (Col 3,14)

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