Il Signore con la sua mano sazia la fame di ogni vivente

Fuscaldo, Sabato 28 Luglio 2018 - 08:20 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

17a Domenica Ordinaria, 29 luglio 2018

Apri la tua mano, Signore, e sazia la fame di ogni vivente

Il ‘segno’ del pane moltiplicato ci introduce nella rivelazione di alcuni aspetti del mistero di Gesù, l’unico ‘vero Profeta che viene nel mondo’ e che può saziare la fame della ‘grande folla’, che ‘veniva da Lui e Lo seguiva’. Eliseo, nella prima Lettura, con il segno della moltiplicazione dei venti pani di orzo, a lui offerti e che egli ordina di darli da mangiare allecento persone presenti, le quali ‘mangiarono e ne fecero avanzare’, anticipa e annunzia, nella sua abbondanza, il tempo messianico realizzato nella persona di Gesù, che la folla saziata riconosce come il ‘vero Profeta che viene nel mondo’ (Gv 6,14). 

Noi, Cristiani credenti, siamo chiamati a comportarci in maniera degna della nostra vocazione e a ‘conservare’ e ‘custodire’ l’unità attraverso la fede in Cristo e la partecipazione al Suo Corpo (Pane spezzato e Sangue versato) in un solo Dio e Padre di tutti, nell’unico Spirito, nell’unico Signore, resi figli nell’unico Battesimo, animati e sorretti dall’unica stessa speranza del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. L’unità della Chiesa è dono della Trinità Santissima e, perciò, deve essere ‘sacramento’ e rivelazione del Suo intimo mistero (seconda Lettura). Rendersi consapevoli e prendere coscienza che ‘il Signore è vicino a chiunque Lo invoca’ e che, nella Sua provvidenza, viene incontro ai bisogni spirituali e materiali, constatare che Egli, davvero, ‘apre la Sua mano e sazia ogni vivente’, rendono la vita e l’esistenza del cristiano permanente preghiera di lode e di ringraziamento (Salmo). 

Cinque pani d’orzo e due pesci sono niente per sfamare cinquemila uomini, più le donne e i bambini (Vangelo) e anche i venti pani di orzo sono pochi per dar da mangiare alle cento persone (prima Lettura).  Mettiamo il nostro poco per condividere ed essere solidali, il resto, il molto lo compie Dio in abbondanza per tutti, con l’avanzo di dodici canestri, da non fare perire, ma da raccogliere e conservare per quanto la fame ci assale ancora! I nostri cinque pani e due pesci, per quanto siano insignificanti, sono necessari a Dio per dare inizio alla moltiplicazione della solidarietà e amore fraterno! Infine, vogliamo ricordare che mai Giovanni chiama ‘miracoli’ le opere straordinarie compiute da Gesù: le chiama sempre “segni” di Lui, che ‘portano’ a Lui e da Lui.

Ora, Gesù, in confidenza, posso chiederti perché non hai moltiplicato i soldi invece del pane per comprarlo e sfamare tutta quella gente? Avresti sbalordito di più, e avresti fatto un piacere a noi sostenitori convinti che con il danaro si può comprare tutto, si possono risolvere tutti i problemi! Probabilmente, avresti ricevuto anche il plauso e l’approvazione dei Tuoi! Ma Tu, invece, hai voluto moltiplicare il pane, offerto da un ragazzino, disponibile e generoso nel volerlo mettere nelle Tue mani e condividerlo con tutta quella gente affamata! Gesù, sei grande ed è impegnativo il Tuo insegnamento che apprendiamo dal Tuo agire: Tu, il nostro poco (quasi niente) lo moltiplichi, dai da mangiare a tutta la folla di affamati.

Il nostro poco, infatti, se con fede e amore, lo doniamo a Gesù, Egli lo moltiplicherà e sazierà tutti! Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare? Gesù ci mette alla prova (v 6), vuole ‘sapere’ (Lui lo sa già, vuole che noi ce ne rendiamo conto!) cosa davvero c’è nel nostro cuore e da che parte sta, cosa o chi cerca veramente! Come Filippo, dinanzi alla provocazione della fede, noi, subito, tagliamo corto: i mezzi e i soldi non li abbiamo per sfamare tutta questa gente! Noi non possiamo fare niente! Andrea, almeno, dimostra un briciolo di fede in Gesù: chiama in causa un bambino, che si è portato da casa il sostentamento per quel giorno! Egli dona tutto quel poco che ha, come solo un bambino sa fare, perché crede, che nelle mani di Gesù, quel suo poco si moltiplicherà tanto da saziare i cinquemila con l’avanzo da non far perdere! Tutto viene a noi da Dio, ma solo attraverso la nostra collaborazione! 

Questa volta il fortunato collaboratore di Gesù è un ragazzo che ‘offre’ quello che ha e lo mette a disposizione del Signore e quindi di tutta quella gente! Come sarà possibile? Avverrà perché il Signore assicura che ‘ne mangeranno e ne avanzerà’. E tutto avvenne ‘secondo la Parola del Signore. La Parola di Dio, infatti, compie sempre tutto ciò che dice e realizza tutto ciò per cui è stata mandata!

Fai clic qui per la meditazione integrale dell'Omelia



Testata Registrata al Tribunale Catanzaro N.R. 1078/2011 N.R.S. 12   |   Direttore Responsabile Alessandro Manfredi   |   P.Iva 03453040796 Media Web srls
Tutti i diritti riservati ©   |   Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - ROC NR. 21658 2code 2code