Oggi ci è stato dato un Figlio, oggi è nato il Salvatore,oggi Dio ha parlato per mezzo del Figlio!

Fuscaldo, Domenica 24 Dicembre 2017 - 18:48 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

4a Domenica di Avvento e Vigilia di Natale, 24 Dicembre 2017

Il Signore è fedele per sempre. Nel Figlio Suo, Verbo Incarnato, l’Altissimo Dio, sceglie di porre la Sua dimora in mezzo agli uomini. Attraverso il grembo di Maria, Vergine, che al Suo progetto totalmente si consegna e nella fedeltà vi partecipa, insieme con Giuseppe, che crede il Mistero, ‘taciuto’ e ‘nascosto’ per secoli e che, ora, anche grazie alla loro adesione totale e collaborazione coinvolgente, sta per essere rivelato e annunciato a tutta l’Umanità. Maria, Donna del ‘Sì’ incondizionato e consapevole, è prescelta ad essere la Casa accogliente e Tempio vivo della presenza di Dio ‘presso gli uomini’.

Non cerca il Signore Dio le nostre case di pietre, costruzioni maestose e appariscenti per rinchiuderLo e piegarLo ai nostri interessi particolari e quale pretesto per monopolizzarLo e usarLo a nostro piacimento e a nostro uso e consumo! La dimora di Dio, Creatore e Signore, è la nostra umanità affrancata e redenta da Cristo Gesù e abitata dallo Spirito Santo, che ne fa il Suo tempio-casa-abitazione. Pietre vive nella costruzione del Suo tempio santo, siamo noi che conosciamo e accogliamo questo Suo progetto di ‘abitare’ e ‘dimorare’ in mezzo a noi e, perciò, dentro di noi.

Ciascuno di noi è reso, perciò, tempio di Dio, dimora della Sua presenza misericordiosa, dallo Spirito Santo che discese su Maria e permise all’Altissimo Dio di ‘coprirla con la Sua ombra’. Maria e Giuseppe, infatti, consegnando le proprie esistenze a Dio, con il loro assenso incondizionato, al Suo progetto salvifico, diventano le prime pietre vive di questo Tempio santo della Sua dimora presso gli uomini e ne divengono i primi collaboratori accogliendo Gesù nella casa del loro cuore e, poi, in quella di Nazareth. 

Dio viene ancora! 

Dove Lo devo cercare, dove Lo posso trovare e adorare?

La Parola è chiara: non nei templi sontuosi, eretti a nostra misura e piacimento, costruiti più per dare gloria ai costruttori e manifestare la potenza di chi lo ha fatto innalzare per sé e non per Dio. Egli continua a venire! Io Lo devo cercare nella mia vita e trovarLo e amarLo nei fratelli! A Davide ha ordinato di non costruirGli ‘una casa’, perché la Sua potenza e la Sua gloria non possono essere imprigionate e manipolate né essere monopolizzate e indirizzate ai propri fini e interessi. Neanche il cielo e la terra insieme, possono contenere la ‘Sua gloria’. Dio ha voluto scegliere Maria e, in Lei, ha stabilito la Nuova ed Eterna Alleanza nel Figlio, Suo Verbo in Lei incarnato e nel Suo sangue prezioso sulla croce per noi versato. La Gloria di Dio è l’Uomo Vivente, che vive, cioè, per la Sua presenza. ‘La Gloria del Signore’ è celebrata, oggi, nei nostri cuori, nelle nostre Famiglie, nelle nostre Comunità? I nostri Santuari e le nostre Chiese sono costruite ed edificate per la Sua gloria e per il bene e al servizio della Comunità o per noi stessi, per i nostri fini e i nostri interessi particolari e personali? Li edifichiamo per la gloria di Dio o per la nostra esaltazione? In fondo, oggi, noi non facciamo a gara, a costruire chiese-santuari appariscenti, ai quali lasciare legati i nostri nomi, la nostra immagine, la nostra storia, la nostra presunta grandezza, come a Davide sarebbe piaciuto costruire un grandioso tempio al Signore, capace di tramandare ai posteri la sua grandezza e quella del suo popolo, anziché, celebrare la gloria di Dio? Le nostre chiese sono luoghi d’incontro, di comunione, di confronto, di preghiera e di ascolto o solo monumenti da preservare per autocelebrarci e di cui vantarci nei confronti degli altri?.

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Natale del Signore, 25 Dicembre 2017

 

Oggi ci è stato dato un Figlio,

 oggi è nato il Salvtore, 

oggi Dio ha parlato per mezzo del Figlio,

Verbo Incarnato, Luce Vera e Vita PienaGesù, Figlio di Dio,

Verbo incarnato in Maria, Vergine promessa sposa a Giuseppe,

nato a Betlemme di Giudea è la Luce che le tenebre del mondo e del peccato non possono vincere,

è il Redentore dell’Umanità ferita a morte dalla sua stessa infedeltà al Creatore,

la Sua venuta e la Sua nascita è vera vita e manifestazione della grazia di Dio per tutta l’Umanità,

è Rivelazione del volto della Sua misericordia infinita e irradiazione della Sua Gloria, della quale, nel Figlio Suo,

ci ha resi figli ed eredi.

Oggi, ci è stato dato un Figlio e oggi, per noi, è nato il Salvatore, che è Cristo Signore (in nocte). Oggi, il Figlio di Dio, Gesù Cristo, si è fatto uomo e ha manifestato il Volto della misericordia del Padre (in aurora). Oggi, Dio Padre ha parlato a noi per mezzo del Figlio, il Verbo, Luce e Vita che viene ad abitare con noi (in die). Ciò che Natale non è: una ricorrenza annuale, una favola magica sfavillante di luci e colori, un’occasione in più e particolare per incrementare il consumismo allargando e aumentando le disuguaglianze, le ingiustizie sociali… non è una ricorrenza da ‘trascorrere’ insieme. Natale è Gesù, il Figlio di Dio, incarnato in Maria, una della nostra famiglia, per opera dello Spirito Santo, mandato e venuto per riscattarci dai nostri peccati donando la Sua vita e morendo per noi sulla croce per risorgere glorioso e farci partecipi della Sua vittoria sul peccato e sulla morte.

È la Festa, vera festa pasquale, non l’insieme di feste natalizie! Natale è tutti giorni, perché i tutti nostri giorni sono illuminati della Sua presenza di amore e di misericordia. Il Verbo si è fatto carne, la Parola-Dabar, che ha creato l’universo, viene a salvarlo nella carne ferita dal peccato e dalla disobbedienza. La poesia, la commozione, la magia, i sentimenti passeggeri non bastano a farci vivere il mistero del Natale, mistero pasquale: Dio che si fa carne, per guarire tutte le ferite della nostra carne, per liberarci dal potere carnale, dona Sé stesso sulla croce per salvare tutti noi votati alla morte a causa del nostro peccato. Certo che un Bambino che nasce suscita meraviglia, commozione e poesia, ‘ma questo basta?’ Ci si deve domandare perché e per chi è nato questo Bambino? Cosa vuole da me? Come devo accoglierLo? Chi e perché Lo manda? Perché Maria e Giuseppe lo hanno accolto, custodito, fatto crescere e, poi, si sono messi a seguirLo? Come vivere (e non trascorrere!) il Natale di Gesù? Nella gioia dell’intimità con Lui, che è venuto per noi, ‘con sobrietà, con giustizia e con pietà’ (Tt 2,12b). La nostra festa, perciò, è Festa del Suo Natale e della Sua Pasqua, non l’insieme delle cosiddette ‘feste natalizie’.

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