Uno solo è il Padre vostro, quello Celeste

Fuscaldo, Domenica 05 Novembre 2017 - 08:48 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

XXXI Domenica Ordinaria, 5 Novembre 2017

Uno solo è il vostro Maestro E guida, il Cristo E voi siete tutti fratelli

Gesù, unico Maestro e Parola Vivente, in questa Domenica, ci chiama a ripudiare ogni forma e aspetto d’ipocrisia nella nostra vita di relazione con Dio e tra di noi e a fondarla e viverla nella verità, nell’umiltà, nella coerenza, nella trasparenza e lealtà di una testimonianza credibile, fondata non sulle forme esteriori dell’apparire, ma sulla sostanza dell’interiorità di ciò che veramente si è. L’ipocrisia maschera e vuole nascondere tutto ciò che abbiamo messo al centro del nostro programma di vita: il primato dell’esteriorità sull’interiorità.

Il primo fine è apparire, curare la propria immagine, cercare consensi, accontentando i capricci e le voglie di chi si vuole conquistare e, perciò, scendere a compromessi e ambiguità e scelte di comodo e di convenienza. La luce della Sua Parola, viva ed efficace, smaschera l’ipocrisia degli scribi e dei farisei che osano farsi maestri (siedono sulla cattedra di Mosè), insegnano la Legge, ma non la mettono in pratica (‘dicono e non fanno’), impongono pesi morali insopportabili sulle spalle della povera gente ed essi non li muovono neanche con un dito: tutto fanno per essere ammirati, lodati ed onorati; si pavoneggiano nel loro abbagliamento, cercano i primi posti durante i banchetti e i primi seggi nelle sinagoghe, vanno in cerca di saluti e di inchini sulle piazze e si fanno chiamare ‘rabbì’. Anche noi, se vogliamo ridiventare cristiani autentici e discepoli fedeli dell’unico Maestro, il Cristo, dobbiamo liberarci da ogni forma di ipocrisia, dobbiamo metterci al servizio umile e sincero degli altri, dobbiamo rifuggire l’apparire e ritornare ad essere discepoli docili e disponibili a lasciarsi formare e guidare dall’unico Maestro e Guida, il Cristo, che ha compiuto, con filiale obbedienza, la Volontà dell’unico Padre Suo e nostro (vv 8-10). Apparire cristiani, senza esserlo. Gesù, oggi, ci mette in guardia interpella sul rischio reale e in agguato per tutti: l’ipocrisia, il fascino delle forme, invece, della vera concreta interiorità, dell’apparire ciò che, in realtà, non si è, del dire e non fare, del primato dell’immagine individuale, dell’esteriorità che maschera e rivela la mancanza di vera e necessaria essenza (prima Lettura).

Corriamo sempre, anche, il pericolo di trasformare il nostro ministero e apostolato per i nostri interessi e usarlo per nostri tornaconti personali, fini economici ed esaltazione sociale (seconda Lettura). Come anche la tentazione di sostituirsi all’unico Dio, Padre di tutti, all’unico Maestro e Guida che è il Cristo e non rispettando e amando l’altro come fratello. Perciò, così conclude e ‘ordina’ Gesù ai Suoi: ‘Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato’ (Vangelo).I Cristiani che, come quei sacerdoti indegni e infedeli, non corrispondono con i fatti, con le scelte e lo stile di vita agli impegni e promesse assunti nel Battesimo come risposta al dono della figliolanza divina, perdono anch’essi la loro identità e scandalizzano e sono d’impedimento e d’inciampo, anche, per gli altri cristiani.

Si ricordi, anche, che ogni battezzato nella Chiesa è chiamato, a diverso titolo, ‘apostolo’, mandato, cioè, ad essere ‘guida religiosa’, come i Genitori primi educatori dei figli, gli Insegnanti - formatori nella scuola, i Catechisti - accompagnatori gioiosi e coerenti nella fede dei Bimbi, Fanciulli, Ragazzi e Giovani. Attenzione, infine! Le colpe e le infedeltà dei sacerdoti non scusano e non giustificano il lassismo, le infedeltà e le ipocrisie dei cristiani credenti!

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