Solennità di Tutti i Santi

Fuscaldo, Mercoledì 01 Novembre 2017 - 08:58 di la redazione

Acura di Don Vincenzo carnevale

Solennità di Tutti i Santi

I Santi, il Padre ce li dona come Amici e Modelli di vita buona e giusta, nonpossiamo trasformarli e usarli come potentiprotettori, privati intercessori e fonte di potere e di commercio. 

La Liturgia ci fa contemplare il mistero della ‘Comunione dei Santi’ che sono tutti i salvati e ci vuole ricordare che anche noi siamo chiamati a vivere, sin d’ora e in pienezza, il nostro Battesimo che ci ha inserito in Cristo, e in Lui siamo stati resi figli di Dio Padre. La santità, dunque, non è il frutto degli sforzi e ‘meriti umani’, ma dono esclusivo e gratuito di Dio misericordioso e tre volte Santo! 

Non è l’uomo che raggiunge Dio, ma è Dio che, nel Suo Figlio, si china sulla nostra miseria e ci risolleva, rendendo innocenti le nostre mani e puro il nostro cuore attraverso ‘il sangue dell’Agnello’.

Dunque, anche la santità, fedeltà quotidiana al disegno e volontà del Padre, è dono dell’amore della Trinità santissima che richiede la nostra risposta fedele e grata alla Sua iniziativa divina. Tutti chiamati a essere figli nel Figlio e santi e immacolati al cospetto di Dio Padre nel Suo Santo Spirito. Noi pellegrini qui in terra, siamo chiamati a contemplare, e non solo oggi, ma ogni giorno del nostro itinerario verso la meta da loro raggiunta, con Giovanni, la Comunità dei Salvati, segnati con il sigillo dell’Agnello e lavati nel Suo Sangue.

Contemplandoli e sapendoli nostri Amici, Modelli compagni di viaggio, vogliamo aprirci alla speranza e rafforzarla, proprio attraverso le prove angosciose e le grandi tribolazioni che dobbiamo affrontare, con fede e fiducia in Dio, che ci ha creati per la vita e la beatitudine eterna e a questa ci chiama e ci incoraggia, attraverso la visione beata di quanti, prima di noi, hanno affrontato le grandi tribolazioni, nella certezza che il sangue dell’Agnello li avrebbe purificati e salvati (prima Lettura). 

La Santità è dono e chiamata a essere partecipi della stessa Santità di Dio Padre, che ci ha resi figli nel Suo Figlio, predestinandoci ad essere santi e immacolati al Suo cospetto e alla piena comunione con Lui nella vita eterna (seconda Lettura), facendoci pregustare la promessa della Beatitudine eterna, sin d’ora, nella nostra povertà di spirito, nelle nostre quotidiane ‘afflizioni’, nell’esercizio della mitezza, nella fame e sete di giustizia, di misericordia, di purezza nelle intenzioni e nelle operazioni, vivendo ed agendo sempre da figli di Dio e operatori di pace, rallegrandoci ed esultando, addirittura, quando siamo perseguitati e calunniati a causa della nostra fedeltà al Vangelo e, quindi, allo stesso Gesù Cristo, Maestro di verità e Fonte di vita eterna (Vangelo). Noi, oggi, rendiamo grazie a Dio, che ha compiuto, come in Maria, le meraviglie del Suo amore in questi nostri ‘amici e modelli’, verso i quali siamo riconoscenti perché, aprendoci al dono della santità, ci spingono e ci incoraggiano sul cammino di fede e di comunione vitale con Cristo, che solo può condurci a piena beatitudine, cominciando da ora, qui in terra, rendendoci già partecipi della gloria che ci attende nel Suo Regno.

 Ma chi sono e perché ci sono dati in dono questi Amici e Modelli di vita? Per impossessarcene e accrescere la nostra vanagloria e il nostro gretto campanilismo e per usarli a nostro uso e consumo? Per erigere Santuari, movimentare ‘turismo religioso’, organizzare ‘festeggiamenti’ fragorosi, ‘in loro onore e gloria’, che attivano consumismo sfrenato, alla faccia dei poveri che questi hanno difeso contro gli oppressori e hanno concretamente aiutato e protetto seguendo l’esempio del Maestro Gesù, Amico e Protettore degli ultimi? Attorno a loro movimentiamo fede, carità, speranza e comunione o commercio, soldi e sprechi insensati, alla faccia della loro prostrante indigenza? Cosa resta delle nostre cosiddette ‘feste religiose’? Ci lasciamo portare e condurre a Dio o ci fermiamo alle loro statue, che popolano le nostre chiese, occupano le nostre piazze e riempiono le nostre case? Poveri simulacri che sballottiamo di qua e di là, su camioncini addobbati, barche o pescherecci, con a seguito bande musicali e intercalati botti tuonanti e fuochi pirotecnici, per concludersi, poi, con i vari spettacoli di piazza! Così tradiamo gli stessi Santi, dateci come Amici di viaggio e Modelli di vita cristiana e tradiamo e illudiamo i Fedeli, approfittando della loro buona fede e lasciandoli nell’ignoranza della vera Religione, che è Relazione e Comunione con Dio e tra di noi. I Santi che non ci spingono e non ci portano a Dio, sono i nostri idoli morti e da noi usati e abusati!

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