Gli ultimi secondo noi, saranno i primi secondo Dio

Fuscaldo, Domenica 24 Settembre 2017 - 08:49 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

XXV Domenica Ordinaria, 24 settembre 2017

Gli ultimi secondo noi, saranno i primi secondo Dio

La generosità gratuita e incondizionata, vince ogni invidia e sovverte ogni calcolo retributivo e meritocratico. Così, i rigidi paradigmi della retribuzione, legittimi e indispensabili per la giustizia umana, sono rovesciati e capovolti dalla grande generosità e misericordia di Dio che sconvolge tutte le nostre geometrie prestabilite: gli ultimisecondo noi, sono i primi secondo Dio! In realtà, non è Dio, che è misericordioso e generoso con tutti, a declassare i primi in ultimi, ma questi che, chiudendosi alla logica della generosità e misericordia del padrone della vigna e lasciandosi dominare dall’invidia e gelosia per gli ultimi, i quali hanno ricevuto la loro stessa paga, si autoescludono dalla gioia della festa, non riconoscendo gli altri delle ultime ore, come loro simili, verso i quali avrebbero dovuto avere sentimenti di fratellanza e avrebbero dovuto godere e gioire per la misericordia, a loro riservata dal padrone. Stessa cosa è accaduta nel cuore del figlio maggiore che non volle entrare alla festa del fratello ‘perso e ritrovato, morto e tornato in vita’ (Lc 15, 11,32). Giudica il fratello immeritevole di essere stato riaccolto in casa dal padre, che egli ha servito ‘da tanti anni’, e accusa questi di essere ingiusto e ingrato con lui. Egli, avvitato sui meriti acquisiti, ha indurito e serrato il cuore, fino ad autoescludersidalla gioia di partecipare alla festa della grazia della misericordia del Padre per entrambi.

Così, i lavoratori della prima ora, non sanno gioire del trattamento generoso riservato anche a quelli della ultima ora e, come protesta, mormorano e contestano la generosità e magnanimità del Signore e padrone della vigna. Così si auto-declassano ad ultimi, corrosi dall’invidia e accecati proprio dalla logica del merito e della giustizia distributiva che è senza anima, perché senza amore e senza misericordia che, invece, hanno saputo e voluto accogliere ‘gli ultimi’ che, ora, sono stati costituiti dal padrone ‘i primi’! Forte e stridente, poi, è il contrasto tra il padrone giusto e generoso che, ancora una volta, sottolinea che la giustizia di Dio è misericordia, e ‘gli operai della prima ora’ che, pur essendo pagati con quanto pattuito, reagiscono da presuntuosi meritocratici, invidiosi calcolatori e irati contestatori della bontà e magnanimità del padrone, con tanta gelosia nei confronti degli operai dell’ultima ora!

Anche noi, che ci consideriamo ‘operai della prima ora’, e, sicuri e convinti, per questo, di avere accumulato e acquisito grandi meriti, quante volte abbiamo mormorato e protestato contro Dio, contestando il Suo agire misericordioso nei confronti di quanti, noi abbiamo emarginato agli ultimi posti nel nostro cuore e nella nostra società, guidati solo dalla fredda e impietosa giustizia retributiva e meritocratica, giustizia senz’anima, perché senza misericordia! Anche noi cristiani, abbiamo dimenticato che questa Parola di Gesù è per noi, perché dobbiamo acquisire la logica dell’insondabile mistero dell’amore di Dio che non misura, non calcola, non fa bilanci e non è sottoposto alla logica del mercato e del maggior guadagno e non mira a ricavare quanto più è possibile! La logica di Dio è la gratuità e la gioia della condivisione dei Suoi doni. Questo Egli vuole soprattutto da noi cristiani.

L’unico Suo ‘interesse’, infatti, è quello di riportarci tutti a lavorare nella Sua vigna a servizio del Suo Regno e di ricompensarci con il Suo amore e la Sua misericordia. Non ci deve essere conflitto, né gelosia, né pretese di superiorità tra i gruppi dei lavoratori, chiamati nelle diverse ore della giornata! Tutti devono sentirsi gratificati e onorati solo per essere stati cercati, trovati e liberati dall’ozio, ‘padre dei vizi’ e mandati a lavorare nel Suo Regno. Soprattutto ‘quelli della prima ora’ devono sentirsi onorati, più degli altri, perché l’essere stati chiamati a far parte del Regno è la vera e impagabile ricompensa!

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