Dio è misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà!

Fuscaldo, Sabato 22 Luglio 2017 - 22:30 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

16a Domenica Ordinaria, 23 luglio 2017

La parabola della zizzania nel campo

Se Dio semina grano, da dove viene la zizzania? Se Dio è buono e ci ha creati per la bontà, perché tanta cattiveria e tanto odio? Dov’è Dio in tutto questo? Perché Dio non interviene e non frena il male e non fa morire i cattivi? Perché, se Dio è giustizia, non punisce e non castiga, e non fa piazza pulita dei malvagi? Se poniamo le domande, poi, dobbiamo sapere attendere la risposta e dobbiamo accoglierla ed eseguirla? Ecco la prima risposta fondamentale: Il ‘Padrone della forza, Dio, giudica con mitezza e ci governa con molta indulgenza’ (prima Lettura), ‘è lento all’ira e ricco di amore e fedeltà’ e sempre perdona (Salmo). Gesù, Figlio dell’Uomo, mandato da Dio a seminare, quale esperto Seminatore, che conosce bene il Suo campo, il Suo seme buono, tollera che la zizzania, (‘figli del Maligno’), seminata nel Suo campo dal un nemico, cresca accanto al Suo grano (‘i figli del Regno’), fino alla mietitura, per evitare che, estirpandola, si rischi di sradicare, anche, la pianta buona (Vangelo), dandole, così, il tempo per lasciarsi trasformare in seme buono. 

Se Dio, pietoso e misericordioso, agisce così, chi sono io a voler pretendere, con arroganza, di suggerirGli: ‘vuoi che la sradichiamo subito?’ Ma, quando cominciamo ad imparare ad essere misericordiosi con gli altri, come il Padre lo è sempre con noi? E quando, finalmente, ci decideremo a cominciare ad imitare ‘l’agire di Dio’, che dona a tutti i Suoi figli, buoni e cattivi, ‘la buona speranza che, dopo i peccati’, Egli ‘concede sempre il pentimento’ e il perdono? È la misericordia che estirpa e sradica ogni male, non la violenza, che, invece, la moltiplica all’infinito e partorisce altro male! Solo il perdono spegne ogni sete di vendetta e l’amore incondizionato annienta ogni male. Infine, se il Signore ha tanta pazienza nei miei confronti e mi dona tanto tempo per pentirmi e convertirmi al Suo amore, perché tanta mia esasperata impazienza e ansiosa fretta di fare giustizia spietata e ‘a modo mio’ nei confronti dei miei fratelli?

Allora, è giunto il momento di riconoscere e ammettere la verità: la zizzania cresce anche in me, perciò, non posso tenere fisso lo sguardo malizioso e vendicativo sempre ed unicamente su quella che cresce negli altri! 

Io devo lasciarmi bruciare dal mio Dio, paziente e misericordioso, ora, nel tempo dell’attesa, tutta la mia abbondante zizzania e, poi, potrò, con lo stesso amore ricevuto, aiutare e accompagnare il fratello e incoraggiarlo a lasciarsi bruciare, dalla misericordia del Padre, la sua poca zizzania! La Parola, oggi, ci chiede e ci invita a guardare la Storia e il Mondo disseminati di ‘grano’ e di ‘zizzania’, con gli occhi e il cuore di Dio che, nella Sua infinita pazienza e speranza, li ‘giudica’ con misericordia e compassione. Certi, poi, che la zizzania, mai, potrà soffocare il seme buono e, mai, potrà impedirgli di portare i suoi frutti, per cui è stato seminato.

Dobbiamo, però, restare sempre svegli e non lasciarci prendere dal sonno, per impedire al maligno di seminare la sua zizzania, di notte e, proprio, perché noi dormiamo! Più che stupirci e domandarci, allora, da dove viene tutto questo male, impegniamoci a restare svegli e vigilanti per custodire tutto il bene che Dio ha seminato in noi, nella Chiesa, nel mondo intero ed impedire che il nemico maligno vi semini altra zizzania. Sì, è vero, la Creazione l’abbiamo sfigurata, seminandovi tanto male, ma la Parola ci chiede di continuare a gioire e a sperare, con il cuore di Dio, che non si pente di aver fatto l’uomo a Sua immagine e somiglianza e, più che invocare il fuoco divoratore su quanti operano il male, cerchiamo di acquisire e seguire lo stile dell’agire misericordioso e paziente di Dio e, con il nostro esempio, aiutiamoli a lasciare che Dio pietoso converta il male in bene, il peccato in grazia, la zizzania in grano buono, da riporre nel Suo granaio. Nel Suo ‘agire divino’, infatti, il Signore si rivela e si manifesta.

‘Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà’ (Es 34,8). Egli ‘è buono verso tutti e la Sua tenerezza si espande su tutte le creature’ (Sal 145). È il vero ed unico Dio, tenero e buono, paziente e compassionevole, che si china sulle miserie delle Sue creature e le abbraccia nel Suo amore materno e paterno. Questo ‘stile divino’ deve essere lo stile dell’agire di quanti vogliono appartenere a Cristo e diventare, cosi, veri Cristiani ed essere Suoi discepoli fedeli e misericordiosi, come il Padre!

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