Chi accoglie voi accoglie me e colui che mi ha mandato

Fuscaldo, Domenica 02 Luglio 2017 - 07:52 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

13a Domenica Ordinaria, 02 luglio 2017

Chi accoglie voi accoglie me e colui che mi ha mandato

Accoglienza reciproca, Sequela fedele, Croce e Dono di sé. L’accoglienza è disponibilità ad ospitare e a lasciarsi ospitare. L’accoglienza, il dialogo, il rispetto e il dono di sé, si compiono solo quando si realizzano nella vitale e feconda reciprocità. Accogliere l’altro è un valore che obbliga, ma non può essere imposto. L’accoglienza premurosa, nella prima Lettura, si manifesta come ospitalità che, a sua volta, diviene fonte di benedizione. Nel Vangelo l’accoglienza è dire si a Gesù, lasciarsi accogliere da Lui, prendere la croce e seguirLo fedelmente da dietro. Nella seconda Lettura, l’accoglienza si realizza nella nuova identità che riceviamo in dono nel Battesimo, e si traduce nella scelta della via della metanoia del nostro vivere, del nostro modo di pensare e di agire, nella  necessità, cioè, di morire al peccato e vivere per Dio, inCristo Gesù. Nella prima Lettura, l’ospitalità sincera e premurosa della donna facoltosa, che, a sua volta, coinvolge il marito nell’accoglienza sollecita di uno straniero, è dono di misericordia che genera misericordia verso quella donna ricca, ma infelice, perchè considerata ‘maledetta’ in quanto sterile! ‘Tu stringerai un figlio fra le tue braccia’ (v 16b). 

Misericordia genera misericordia! L’accoglienza pronta, generosa e disinteressata di questa donna verso uno straniero, fa nascere e provoca altra misericordia. Il vero dono, accolto come tangibile segno della misericordia di Dio, genera, sempre e ancora, misericordia, che si espande e raggiunge, come gioia e benedizione, chi l’accoglie con gratitudine e la ridona con amore. Seconda Letturaci dichiara chi eravamao e chi siamo diventati in Cristo, che ci ha liberati dal peccato, perché viviamo per Dio, uniti a Lui. ‘L’essere stati battezzati in Cristo’ (v 3) vuol affermare che siamo stati incorporati a Lui, quali membra vive nel Suo Corpo, al quale, ora, apparteniamo e nel quale siamo e per il quale viviamo. Non apparteniamo più né a noi stessi, né al mondo, né alla carne, nè al peccato! La nostra è una vera e propria nuova identità, il nuovo status di figli nel Figlio Suo. 

Con-sepolti con Lui per con-risorgere per Lui a nuova identità esistenziale: la vita in Cristo Gesù che ci fa vivere per Dio. Nel Vangelo, non sono parole dure quelle che Gesù ci rivolge, oggi! Sono istruzioni necessarie sulle condizioni indispensabili e primarie per la reale e vitale relazione con la Sua persona, per poter compiere la missione affidataci.

Le condizioni per la sequela sono chiare ed esigenti: la Sua persona e il Suo Vangelo devono essere posti sempre al primo posto nella nostra vita: nulla e nessuno prima dell’amore del Signore (v 37)! Prendere, ogni giorno, la croce, inseparabile compagna, nella fedele e perseverante sequela dietro di Lui (v 38). Perdere, cioè, spendere la propria vita per Gesù e il Suo Vangelo, per realizzarla pienamente (‘ritrovarla’), perché chi la vive per sè, l’ha già perduta e fallita (v 39). Infine, nei vv 40-42, che concludono le serie di ‘istruzioni’ sulle condizioni necessarie per poterLo seguire e con Lui relazionarci ed essere uniti a Lui, il Maestro Gesù ci vuol far capire che per accogliere e seguire Lui, bisogna anche sapere e voler accogliere, insieme al Suo dono, anche gli stessi Profeti che Egli manda.

Altro segno dell’accoglienza di Gesù, attraverso il semplice, ma eloquente gesto di ‘dare un solo bicchiere d’acqua’ ai Suoi piccoli e bisognosi, perché Suoi discepoli! Nulla e nessuno, neanche i vincoli sacri, come le relazioni che devono intercorrere tra padre e figli, tra fratelli e sorelle, possono essere messi prima dell’amore per Dio. L’amore prioritario e radicale, richiesto per poter seguire Gesù, si esprime, dunque, nel donare se stessi, nel portare la croce dietro di Lui e nell’accogliere e prendersi cura dei fratelli più piccoli e bisognosi! La ragione e il fondamento della priorità dell’amore di Dio è ontologica, oltre che teologica: Dio è amore e fonte dell’amore delle Sue creature, le quali senza il Creatore svaniscono (Gs 36). Senza Dio Amore al primo posto, tutto è disordine e vacuità! Con Dio al primo posto, tutto riprende ordine nella giusta e vitale gerarchia dei valori

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