L’Ultima Cena! Ma quale ultima! È la Prima del nuovo inizio d’eterna salvezza!

Fuscaldo, Mercoledì 12 Aprile 2017 - 10:45 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

Giovedì Santo in 'Coena Domini', 13.04.2017

Li amò fino alla fine

Il Triduo della Passione e della Risurrezione del Signore risplende al vertice dell’anno liturgico, poiché l’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio è stata compiuta da Cristo specialmente per mezzo del Mistero Pasquale, col quale, morendo, ha distrutto la nostra morte, e risorgendo, ci ha ridonato la vita.

La preminenza di cui gode la domenica nella settimana, la gode la Pasqua nell’anno liturgico. Il Triduo Pasquale ha inizio dalla Messa in Coena Domini, ha il suo fulcro nella Veglia Pasquale, e termina con i Vespri della Domenica di Risurrezione. (Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario, nn 18-19).

Il Triduo Pasquale, dunque, designa le diverse fasi di un’unica Celebrazione che inizia la sera del giovedì santo con la Cena del Signore e si compie la Domenica di Pasqua: in effetti, sono quattro i giorni santi! Dunque, il ‘triduo’ non si riferisce tanto ai giorni, quanto alle tre fasi del Mistero Pasquale: la Cena d’addio, la Morte/deposizione nel sepolcro e la Risurrezione! Il Triduo, così, ci fa contemplare Gesù crocifisso, morto, sepolto e risorto.

Gesti e momenti fondamentali propri della Liturgia del Giovedì Santo: l’Accoglienza degli Oli Santi, benedetti dal Vescovo nella Messa Crismale; la Liturgia della Parola; la Lavanda dei piedi; la LiturgiaEucaristica: Comunione - Reposizione del Santissimo Sacramento in luogo idoneo, per l’adorazione che si protrarrà fino alle ore 24, rispettando l’assoluto sacro silenzio.

L’Ultima Cena! Ma quale ultima! È la Prima del nuovo inizio d’eterna salvezza!

La Cena dell’addio! Ma quale addio! È proprio perché vuole restare per sempre con noi, Gesù, che ha ‘desiderato ardentemente’ fare cena con i Suoi, per farla per noi e con noi, fino alla Sua ultima venuta!

 Venerdì Santo,14.04.2017 PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

 Cristo nostra Pasqua è stato immolato. Adoriamo la Tua croce, Signore, lodiamo e glorifichiamo la Tua santa Risurrezione. ‘Dal legno della croce è venuta la gioia in tutto il mondo’ (Liturgia Romana). 

Liturgia della Parola

Egli è stato trafitto per le nostre colpe e per le Sue piaghe noi siamo stati guariti. Accostiamoci al sommo Sacerdote grande per ricevere misericordia e trovare grazia. L’Evangelista Giovanni riporta i fatti con esattezza scrupolosa, come persona ‘che ha visto e che sa di dire il vero’ e per la chiara finalità: ‘perché anche voi crediate’ (19,35).

Preghiera Universale

Dopo l’Omelia, tutta l’Assemblea ‘celebrante’ esercita la sua funzione sacerdotale e supplica Dio per tutta l’umanità. È un autentico Atto Liturgico, una ‘Preghiera Concelebrata’: il Celebrante l’inizia e la conclude, il Lettore enuncia le intenzioni e tutta l’Assemblea partecipa vitalmente, attraverso un tempo prezioso di preghiera silenziosa, che permette di interiorizzarla e di farla propria. 

Adorazione della Santa Croce

‘Ecco il legno della Croce, al quale fu appeso il Cristo, Salvatore del mondo. Venite, Adoriamo’! Adoriamo la Tua Croce, Signore, lodiamo e glorifichiamo la Tua santa Risurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo. O Croce di nostra salvezza, albero tanto glorioso, per noi dolce legno, che porti appeso il Signore del mondo. Adorando la Sua croce celebriamo il Suo amore incondizionato e nelle Sue braccia aperte e spalancate ci rivela l’amore misericordioso e incondizionato del Padre. La Sua croce è rivelazione e manifestazione della misericordia del Padre per ciascuno di noi. La croce con il Crocifisso, da strumento di umiliazione, tortura e di morte, si trasforma in segno efficace di vita e di salvezza. Il cattivo diventa buono, il brutto è trasformato in bello, il peccato in grazia, la morte in vita!

L’Adorazione della Croce deve essere una presa di coscienza di quale amore siamo stati destinatari e compimento delle parole profetiche (Zc 12,10, riportato da Gv 19,37): ‘Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto’! 

Santa Comunione

Anche se Gesù è sepolto e le nostre comunità sono prive della Celebrazione Eucaristica, Egli è vivo e ci nutre con il Suo pane, provvidenzialmente consacrato ieri! Nessun giorno senza Gesù, perché senza di Lui non possiamo vivere e nulla possiamo fare. La nostra è comunione al Pane spezzato nella Cena del ‘Mandatum Novum’ del Maestro, e vuole realizzare ed esprimere l’intima unione con Cristo Crocifisso, perché ciascuno di noi vuole essere associato alla Sua morte redentrice. L’Agnello pasquale, Cristo Gesù, muore per donare la vita a noi. Nella Comunione con Cristo, siamo resi partecipi della Sua Morte e Risurrezione 'nell’attesa che Egli venga’!

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