Egli, che era senza peccato, accettò la passione per noi peccatori!

Fuscaldo, Sabato 08 Aprile 2017 - 08:19 di Redazione

A cura di don Vincenzo Carnevale

Domenica delle Palme e della Passione del Signore, 09.04.2017

Egli, che era senza peccato, accettò la passione per noi peccatori e, consegnandosi ad un’ingiusta condanna, portò il peso dei nostri peccati. Con la Sua morte lavò le nostre colpe e con la Sua risurrezione ci acquistò la salvezza (Prefazio Proprio). Oggi, ‘Benedetto Colui che viene nel Nome del Signore’, e fra qualche giorno: ‘si fecero avanti, Gli misero le mani addosso e Lo arrestarono’. Domenica della Passione del Signore ci introduce nella Settimana Santa che ci riunirà per celebrare insieme il Mistero Pasquale della Passione, Morte, Sepoltura e Risurrezione di Gesù Cristo, morto e risorto per noi. Dall’Osanna - Osanna festoso e accogliente di Colui che viene nel nome del Signore, al ‘Crucifige, Crucifige’! Che ‘il Suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli’!

Noi, non più spettatori distaccati e passivi, ma compartecipi della Passione e Morte del Messia, Servo del Signore, per essere resi partecipi della Sua beata Risurrezione, iniziamo il cammino e la Celebrazione della SettimanaSanta con fondato convincimento che senza Passione, non ci può essere Pasqua e che la ragione ultima della Passione, Morte e Sepoltura di Gesù è la Sua Risurrezione, della quale saremo resi partecipi per grazia. Non dimentichiamo che Colui che, oggi, accogliamo quale Re umile e osanniamo e benediciamo come ‘Colui che viene nel nome del Signore’ è lo stesso Gesù che sarà tradito, rinnegato, condannato, spogliato, crocifisso e ucciso, sepolto e risorto ‘per noi’ all’alba del Primo Giorno della settimana.

Celebrando la Domenica della Passione, vogliamo deciderci finalmente a seguire e camminare dietro Gesù, prima osannato e, poi, tradito e condannato a morte, per accompagnarLo verso la croce, morire insieme con Lui e per Lui risorgere. Egli stesso, se glielo permetteremo, ci guiderà in questa Settimana Santa, ci farà intensificare la nostra relazione con Lui e ci insegnerà a camminare sulle Sue orme di obbedienza fedele e filiale amore verso il Padre. Egli entra, oggi, in Gerusalemme ed è accolto da ‘trionfatore’ per esservi, tra pochi giorni, tradito, arrestato, processato, condannato e crocifisso.

Gesù che, per amore, si abbassa, si umilia fino alla morte e alla morte di croce, è il Figlio di Dio che Egli risusciterà e Lo farà trionfare sulla morte, aprendo un nuovo futuro di speranza per tutti. Nel Vangelo, cuore del racconto della Passione di Matteo (26,14-27,66), è la Morte di Gesù sulla croce: Lapidario l’annuncio della morte di Gesù (27,50), che viene evidenziato dall’improvviso buio, in pieno giorno (27, 45), rotto dal grido di Gesù morente e dalla conseguente reazione provocata sui presenti (27, 46-49), anche dal velo del tempio che si squarcia, dal tremendo terremoto che spacca le rocce e dalla visione dei sepolcri che si aprono e dei molti corpi che risuscitano (vv 51-52).

Se questo condannato muore così, Egli ‘manifesta’ segni ‘divini’, che nelle parole del Centurione e dei presenti, si traducono in professione di fede: ‘Davvero costui era Figlio di Dio! La Domenica della Passione del Signore ci fa andare incontro a Gesù, umile e mite, per accoglierLo con gioia festosa e riconoscente, per, poi, metterci dietro di Lui e seguirLo fino alla croce per accogliere il dono della Sua vita che redime, riscatta e salva. Non deve esaurirsi e ridursi ad una ripetitiva recita o sacra rappresentazione, ma è ricordo e memoriale che attualizza tutto quanto Dio, Padre, ha compiuto nel Figlio Gesù Cristo per la nostra salvezza!

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