La nostra luce rischiara e vince le tenebre, illumina e trasforma questa nostra cultura ipocrita!

Fuscaldo, Sabato 04 Febbraio 2017 - 09:07 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

5a Domenica Ordinaria,05.02.2017

Ma quali opere di bontà e di speranza, quale sapore nuovo che partecipa gusto e luce illuminante, che fa vedere e perseguire il bene, oggi, nel nostro cuore e nelle Comunità, testimoniamo e proponiamo alla Società, alla quale noi apparteniamo e della quale siamo chiamati ad esserne lievito di nuova umanità?

La nostra luce rischiara e vince le tenebre, illumina e trasforma questa nostra cultura ipocrita e mentalità retorica sempre più concentrata sul potere economico, politico e militare? Sapore e luce di Cristo, lo siamo davvero? La Sua luce illumina e libera dalle tenebre la nostra mente? Permettiamo, come Chiesa, come ministri, come battezzati che Cristo Luce rifulga su di noi e su coloro che noi abbiamo trasferito nelle nostre tenebre, fitte d’ipocrisia e di incoerenza?

Il sapore di Cristo è gustato e testimoniato da chi Lo annuncia e Lo predica? È la Sua luce a guidarci o le nostre lucciole? Dobbiamo, finalmente, deciderci ad accogliere il richiamo serio e impellente di Gesù a riconoscere la nostra vera identità che è missione a essere ciò che siamo: sale che deve sempre comunicare sapore e luce, che sempre deve ardere, illuminare e attrarre, alla Luce vera, Gesù Cristo, Sapienza di Dio incarnata.

Nel dono delle Beatitudini e nella coerenza e fedeltà alla nostra identità di luce del mondo e di sale della terra (Vangelo), lasciamoci, finalmente, liberare da una pietà, solo formale ed esteriore, per poter aderire sinceramente e autenticamente al Signore, attraverso la testimonianza che si concretizza in atti di amore concreto e solidarietà quotidiana verso i miseri e bisognosi (prima Lettura e Salmo), sostenuti e guidati dalla fede, fondata non sulla sapienza mondana, ma sull’annuncio di Gesù Cristo e Cristo Crocifisso, potenza di Dio (seconda Lettura).

Nella prima Lettura di oggi, è luce che sorge come aurora colui che è misericordioso verso i miseri. Il discepolo, il cristiano non può nascondere la luce di Cristo che deve brillare su di lui e far luce per fargli vedere la giusta via da seguire e percorrere dietro di Lui e, anche, per attirare altri alla Sua luce testimoniata dai Suoi discepoli nella gioiosa fedeltà quotidiana. Luce per il mondo e sale della terra è il cristiano che, quotidianamente radicato in Gesù, Luce e Sapienza di Dio, aderisce al Suo agire misericordioso per accendere la propria lampada al fuoco del Suo amore misericordioso per poter illuminare, con la Sua luce, il mondo avvolto dalle tenebre fitte e per poter riempire la terra del sapore della Sua verità e della Sua giustizia. A riaccendere in noi la luce e a dare sostanza al nostro vivere quotidiano, è la luce e sapore della Parola di Dio, da ascoltare, ogni giorno, e lasciarsi docilmente guidare per seguire le vie della misericordia, nella concretezza delle Sue opere (prima Lettura, Salmo Vangelo), fondati non sulla ‘sapienza umana’, ma dalla sapienza di Cristo Crocifisso e dalla potenza dello Spirito, che muove a conversione e alla piena adesione al Mistero della misericordia di Dio, attraverso una vita misericordiosa.

Per Paolo, in una parola, la vera sapienza è unicamente la logica dell’amore crocifisso (seconda Lettura).

Il giusto risplende come luce se ama e segue la giustizia,

cioè, se ubbidisce (teme) al Signore, ‘dà in prestito’, ‘amministra i suoi beni con giustizia’,

cioè, li condivide con i poveri e miseri; questi ‘non vacillerà in eterno’,

il suo cuore resterà saldo e sicuro, perché egli ‘dona largamente ai poveri’,

e sulla sua fronte per sempre brillerà la luce della giustizia (Salmo).

Il Cristiano è stato fatto luce e sale per portare, da discepolo e come Cristo, luce splendida e sapore nuovo alla sua esistenza, a quella della terra e a e a quella di tutto il mondo. Il Cristiano, se non dona Luce di Speranza e non comunica la Sapienza della Croce, perde la sua identità di sale della terra e luce del mondo e fallisce nella finalità per cui è stato pensato, voluto e creato

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