Beati voi, perché potete esserlo! Voi che potete farvi ‘poveri in spirito’!

Fuscaldo, Sabato 28 Gennaio 2017 - 11:43 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

4a Domenica Ordinaria, 29.01.2017

Le Beatitudini di Gesù, ‘Discorso Programmatico’, sono sintesi della Sua attività, che annuncia e proclama il Vangelo del Regno, oggi, nella nostra società, che fa del denaro il suo idolo, insieme al culto della ricchezza e del potere, della logica della convenienza e del ‘do ut des’, del godimento e fruizione, che stanno alla base e risultano essere il principio motivante di ogni decisione politica e sociale. Alla rappresentazione ambigua e illusoria della felicità provvisoria, perché infondata e immotivata, Gesù, il Maestro, dalla cattedra della Sua indiscutibile e divina sapienza ed autorevolezza, rivela e propone la ‘vera’ piena e fondata Beatitudine, quella che nessuno e nulla potrà togliere ai Suoi ‘poveri in spirito’ e a quanti, ora, sono nel pianto, ai miti e misericordiosi, agli affamati ed assetati di giustizia, ai puri di cuore e agli operatori di pace, a quanti sono perseguitati ed insultati a causa del Suo Vangelo. È una vera e propria rivoluzione e un radicale capovolgimento di posizioni, di visioni e di valori, ragioni e fini della vita stessa.

La Beatitudine, promessa di una condizione di benessere spirituale di pace e di fiducia, espressa, qui, in novesituazioni esistenziali di sofferenza, disagio, debolezza, precarietà e vulnerabilità, non ce la possiamo procurare e dare noi! È dono del Signore, che sgorga dalla Sua misericordia, il Quale non ci abbandona e si china sempre nella nostra fragilità e debolezza, sull’umanità ferita di noi tutti miseri ad abbracciarci, risollevarci e liberarci dalla nostra precarietà e vulnerabilità, per riempirci della Sua grazia e presenza di amore.

‘Povertà in spirito!’ Non solo, dunque, ci si muove sul piano economico, ma anche sulla dimensione spirituale, che non solo dice libertà dalle cose, che ci rendono schiavi, ma anche indica la nostra disponibilità a riconoscerci quali siamo davvero: poveri e bisognosi di tutto, perché deboli e fragili e, perciò, deciderci a farci ricolmare di ogni bene da Dio e a lasciarci redimere e salvare dal Figlio Suo Gesù Cristo, nostro Signore.

Tutta la Parola di questa Domenica, ci rivela che la ragione-fondamento delle Beatitudini è in Gesù, il Maestro di verità e di vita nuova, che le pronuncia per ricondurci a vera e piena ‘felicità’ duratura e quotidiana, da vivere in tutte le situazioni in cui ci possiamo trovare: di povertà, di pianto, di fame, di sete, nelle persecuzioni, quando siamo calunniati, insultati, perché cerchiamo di rimanere fedeli al Suo Vangelo e di seguire le ‘vie’ di pace, di misericordia, di mitezza e di purezza, da Lui indicate e da Lui, già, percorse.

La ‘nostra’ beatitudine è generata e fondata sulla nostra scelta incondizionata di piena disponibilità a fidarci e lasciarci raggiungere e salvare dall’amore misericordioso di Dio, mediante il Figlio Suo, Gesù Cristo, che solo può donare speranza, forza, grazia e consolazione nelle situazioni di dolore, sofferenza, marginalità, debolezza e precarietà del nostro esistere e lottare quotidiano. 

Beati voi, perché potete esserlo! Voi che potete farvi ‘poveri in spirito’, potete essere miti e puri di cuore, portatori e costruttori di pace; voi che, pur nella sofferenza, ‘compagna inseparabile’ del nostro esistere terreno, nella persecuzione, a causa della fedeltà al Vangelo, nella fame e nella sete della vera giustizia, continuate a credere che Dio è la vostra unica Ricchezza, il vostro unico Consolatore e il Suo Regno di amore, di misericordia e di pace è la vostra eredità/ricompensa, in terra e in cielo! Per essere felice/beato, devo far felici e beati gli altri! Come Gesù, che è sempre beato, perché sempre si dona agli altri, insegnando, predicando, guarendo, perdonando, ascoltando, dimostrandoci con i fatti, che ‘vi è più gioia nel dare che nel ricevere’ (At 20,35). Vera beatitudine, per Gesù, è appartenere e rimanere incomunione con il Padre! La Sua filialità è scandita nella preghiera e si realizza nel compiere fedelmente la Sua Volontà.

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